L'esorcista. Attualità di un horror senza tempo.

Scritto da William Peter Blatty nel 1971 L'esorcista è un romanzo che ha influenzato un'epoca, portando a un'analisi, forse a volte un pò troppo spettacolarizata, delle forme più esoteriche e inconscie del bene e del male. 
Il libro ha avuto un impatto tale da essere fonte di ispirazione per altre forme narrative, prima fra tutte la trasposizione in pellicola cinematografica de L'esorcista, diretto da William Friedkin nel 1973 e che, considerando l'epoca, è stato in grado di sconvolgere un'intera generazione. Ancora oggi, dopo la rivoluzione televisiva, resta la storia pregressa della nuova e innovativa serie tv The Exorcist (2016). 

Il romanzo narra la storia di una bambina, Reagan, che per cause poco chiare comincia a soffrire sia fisicamente che mentalmente. Rispetto al film è interessante come sia stata diluita l'evoluzione della storia e quindi dei personaggi; l'autore si diverte nel concedere degli indizi, che non per forza portino a pensare che le cause della sofferenza Reagan derivino da uno stato di possessione. 
Lo scrittore, il quale prima di realizzare il libro, ha indagato e portato avanti una grande ricerca sul tema, prova a narrare quali sarebbero le varie fasi in una situazione di questo tipo. Tutti i personaggi, infatti, non giungono subito alla conclusione più ovvia suggerita dal titolo del romanzo, ma indagano fino fondo, sondando le varie possibilatà alternative. Attraverso le più disparate analisi mediche, i protagonisti e, ad un certo punto anche il lettore, cercheranno di aggrapparsi alla speranza che non si tratti di una possessione demoniaca. 

La storia così narrata, tassello dopo tassello si completa come un mosaico, suscitando nel lettore una incredibile curiosità fino all'ultimo rigo.
Un horror senza tempo, più attuale che mai, in grado di competere con i più recenti autori del genere. Per certi versi addirittura più geniale di molti romanzi scritti da "Il Re dell'Horror" Stephen King. 
Senza pretendere necessariamente una qualche tipo di credenza da parte del lettore, riflettere attorno al bene e al male nelle loro forme più incosce, di come queste due forze inevitabilmente debbano convivere, l'una a fianco all'altra per l'eternità. 
Lasciandoti costantemente col fiato sospeso è una storia che trascina fino all'ultimo, facendo addentrare il lettore non solo nei meandri più oscuri della mente umana, ma anche nel fascinoso mondo, ancora oggi misterioso, dell'esorcismo. 

Il romanzo non chiede dunque di credere in Dio o nella Chiesa, semplicemente afferma l'esistenza di forze che ancora oggi l'uomo non è in grado di comprendere. 


Recensione di 
Francesco Crispi   

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